Tratto dal libro “Poincarè” 1946.( per chi non lo conoscesse Jules Henri Poincaré  è stato un matematico, un fisico teorico e un filosofo naturale francese).

Una sera, contrariamente al solito, bevvi caffè nero e non riuscii a prendere sonno. Le idee mi si affollarono nella mente e io le sentii scontrarsi tra loro finchè non si agganciarono a coppie, formando, per così dire, una combinazione stabile –  lo scienziato sta raccontando quella notte fantastica, formidabile in cui riuscì a trovare dei collegamenti prima di comporre la risposta definitiva  alla sua formidabile teoria, che riguarda ” la teoria dei gruppi fuchsiani e delle funzioni fuchsiane(Che orribili mostri sono? Robaccia matematica che non ci penso neanche lontanamente a spiegarvela) ; egli aveva studiato il problema per circa quindici giorni senza accucchiare niente( si dice a Napoli), quando il giorno seguente:. ..

… il giorno seguente prese un autobus per andare a partecipare a una escursione geologica. Nel momento in cui mise piede sul predellino, gli venne l’idea – apparentemente senza alcuno sforzo consapevole e senza nemmeno che stesse pensando al problema -che le trasformazioni che egli aveva usato per definire le funzioni fuchsiane erano identiche a quelle della geometria non euclidea. Fu questo il momento creativo vero e proprio.

Poincarè conferma  il modello originario di Helmholtz(fisiologo del secolo scorso), il quale identificò tre ampi momenti componenti l’impulso creativo:

  1. Una fase di ricerca iniziale, portata avanti ” finchè è impossibile andare oltre”.
  2. Un periodo di riposo e di recupero.
  3. L’attimo in cui si manifesta una soluzione improvvisa e inaspettata.

Pensateci bene, ognuno di noi  ha avuto un impulso creativo ( anche colui che si reputa un analitico rigido) quel pernicioso punto interrogativo(???) che in un momento inaspettato è divenuto dolcemente esclamativo(!!!); ai tempi della scuola, mentre si era al lavoro, mentre si correva, insomma in un qualunque momento della nostra “bellissima vita”.

 

 

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11 pensieri riguardo “#6. Un matematico creativo

      1. certo che l’ho letto, l’ho fatto ora. Non è che sono testarta, solo che ti ho “suggerito” un libro, non imposto di leggerlo 😉 Vai a Tanto pe Magnà – Via Giustino de Jacobis, 9/15, 00154 Roma, è la mia trattoria preferita, trovi prezzi accessibili e cucina veramente romanesca come si faceva una volta. Se ci sono ti consiglio le lumache con il sugo e i rigatoni con la pajata. 😉 ciao

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