Nel post precedente abbiamo parlato dell’introduzione del discorso improvvisato.

Attraverso esso, abbiamo fornito ai nostri uditori l’informazione del punto di arrivo del  viaggio (consentitemi questo eufemismo…) che ci accingeremo a  percorrere attraverso le nostre parole. Il viaggio durerà circa due minuti(la fine del discorso), quindi decideremo di esprimere il corpo del nostro discorso attraverso due punti importanti. Quando si improvvisa un discorso, si tende a superare i punti prefissati il prima possibile, trascurando dettagli importanti che ci fanno cadere nel vago. L’essere vaghi distrae il nostro pubblico, quindi dobbiamo a tutti i costi rallentare ed essere quanto più precisi possibili nello sviluppo dei punti prestabiliti. Sappiamo benissimo, che non abbiamo avuto tempo di preparaci sull’argomento, ( tutto è accaduto  così all’improvviso?), ma il nostro compito è sempre quello di non far distrarre i nostri uditori: per esempio potremo usare i verbi più vivaci che conosciamo, e potremo introdurre esempi semplici a supporto del discorso che sta evolvendo, allo scopo di aiutare  il nostro uditore(il nostro pubblico) a farci capire meglio e a rafforzare quello che stiamo asserendo.

Mi rendo conto che riuscire e rispettare i punti predetti, per chi non è allenato, per chi si sta avvicinando solo adesso a questo argomento, risulta difficile metabolizzarlo e metterlo in pratica.

Repetita iuvant” dicevano i latini: non ci resta che esercitarci, è l’unica strada ,per il momento, da percorrere per far si che la nostra mente diventi più flessibile e pronta.

Esercitarsi significa riprendere, ad esempio, un discorso che non è mai giunto alla fine, e riproporlo: ad un amico, ad un familiare oppure di fronte ad una webcam parlando liberamente (e perchè no?, poi  pubblicare questo video su  youtube).

Personalmente consiglio di fare un video del vostro discorso  perchè, solo nel rivedervi, capirete( anche intuitivamente) quali punti del vostro interloquire e della vostra mimica facciale sono da modificare e ottimizzare. Più video farete e più noterete un certo miglioramento.

Trovo che sia un modo efficace per lenire quella rigidità nel trovarsi davanti ad una telecamera oppure davanti ad una vasta platea.

Ricordo una  frase di una mia amica, che dopo che le avevano scattato una foto, nel guardarla disse:” non so se mi fà più innervosire la macchina fotografica o il tizio che vuole che dica “Cheese?

Non abbiamo bisogno di un tizio che ci dica “Cheese“, abbiamo bisogno di fare un bel respiro, buttare fuori l’aria con tranquillità rilassando braccia schiena e spalle, per  porsi in maniera naturale , per pensare che è bello essere “se stessi” quando ci troveremo di fronte all’obiettivo di una macchina fotografica(telecamera), quando ci troveremo di fronte a quegli occhi luccicanti del nostro pubblico, che non vede l’ora di scoprire come va a finire il nostro discorso.

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8 pensieri riguardo “3. Come andrà a finire il nostro discorso?

  1. Innanzitutto auguri di buone feste! La tecnica del video è veramente utile, e non solo per i discorsi in pubblico. Per esempio, io l’ho utilizzata molto nell’apprendimento delle lingue straniere. Riguardarsi, risentirsi e rifletterci è un modo per migliorarsi notevolmente.

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