Le decisioni da prendere sono sempre all’ordine del giorno, e puntualmente ci assale il dubbio, l’indecisione, l’ insoddisfazione ed i continui ripensamenti.

Il nostro disagio ci porta spesso a prendere decisioni in maniera troppo precipitosa , o al contrario troppo a rilento o ancora in modo troppo arbitrario.

Lanciamo in aria una monetina e lasciamo che qualcun altro o il tempo decida per noi. Risultato: una scelta mediocre il cui successo dipende solo dal caso, dalla fortuna. Solo col senno del poi ci rendiamo conto che si poteva operare una scelta migliore, quando però è già troppo tardi.

La cosa peggiore che possiamo fare è quella di aspettare che la decisione ci sia imposta o che venga presa al nostro posto.

Non è importante che cosa si decide, ma come si decide.

Ad esempio, un processo decisionale efficace presenterà le seguenti caratteristiche:

  1. Mette a fuoco ciò che è importante.
  2. E’ logico e coerente.
  3. Ammette sia fattori soggettivi che oggettivi e fonde il pensiero analitico a quello intuitivo.
  4. Richiede solo la quantità di informazioni e di analisi necessarie per risolvere un particolare problema.
  5. Incoraggia e guida la raccolta di informazioni rilevanti e di opinioni informate.
  6. E’ rapido, attendibile, semplice di utilizzo e flessibile.

Più utilizzerete questo processo decisionale, e più sarà efficace: finirete per dare consigli ad amici, parenti, familiari, figli, allievi, ecc.

L’unica cosa che il metodo non farà mai è di rendere facili le decisioni difficili. Le decisioni difficili sono tali perché complesse, e nessuno è in grado di far sparire la complessità( diffidiamo da chi ci fa vedere facili guadagni; internet è piena!).

Però, (c’è sempre un però) esiste un altro metodo chiamato ProACT, per sottintendere che il miglior approccio alle situazioni che richiedono delle decisioni è quello proattivo.

Il nocciolo di questo metodo consiste nel divide et impera (dividi e comanda).

Esso si basa su otto elementi per decidere bene:

  1. Problema
  2. Obiettivi
  3. Alternative
  4. Conseguenze
  5. Compromessi(Tradeoff)
  6. Incertezza
  7. Tolleranza del rischio
  8. Decisioni collegate.

Per risolvere un problema grosso, complesso, lo separiamo in tanti piccoli problemi, riflettendo su ognuno di essi. In particolare focalizziamo la nostra attenzione su quelli che hanno un ruolo chiave nella nostra particolare situazione. Poi riuniamo nuovamente le nostre idee e le nostre analisi per intraprendere la potenziale strada giusta.

In questo modo sebbene il nostro metodo non possa rendere facile una situazione difficile, sarà certamente in grado di renderla più facile.

 

 

 

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4 pensieri riguardo “#10. In aria la monetina?… io la conservo in tasca!

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