Oggi mi sono recato, per la prima volta, in un negozio  di telefonia, per comperare una batteria (il mio telefono non dava più segnali di vita!) ; all’entrata ho notato che c’era una cassa libera, mentre l’altra lasciava una coda di circa dieci persone. Alla commessa libera ho esposto il mio problema, e lei , (a dire il vero?), mi ha dato tutte le spiegazioni tecniche di cui necessitavo. Mentre parlava, però, ho capito perché se ne stava solin soletta nella sua postazione. La sua voce era così stridente e così priva di calore, che non vedevo l’ora di uscirmene con la mia nuova batteria , al costo di perdermi anche qualche passaggio.

A seconda di come usiamo  la nostra voce , generiamo stati d’animo diversi nell’interlocutore. La voce viene registrata dal nostro cervello come un’informazione che prescinde dal contenuto dei messaggi che essa porta con sé, quindi la voce dovrebbe essere curata quanto il contenuto stesso.

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Nell’uscire, però, ho sentito provenire dall’altra postazione una voce ben impostata , ben modulata, calda, avvolgente che sicuramente stava ammaliando e conquistando i suoi clienti.( solo in quel momento, ho capito del perché ,l’altra cassiera ,  avesse generato  una fila di cotanta gente?).

In generale, non siamo abituati a dare il giusto peso alla voce nell’interazione con gli altri e per questo la potenzialità persuasiva, spesso si perde. Si cerca sempre di far attenzione ai contenuti , mentre la voce viene usata così come viene, invece di governarla intenzionalmente.

Se vogliamo persuadere, rendere accattivante il nostro discorso, dobbiamo prenderci cura di più della nostra voce, saperla modulare,  alzarne il volume per abbassarlo subito dopo, quando desideriamo marcare una frase; rallentarne la velocità per far risaltare concetti complessi, oppure accelerarla per sfuggire all’attenzione dell’interlocutore.

Alcuni consigli utili potrebbero essere:

  • la pronuncia non deve essere monotona, quindi variare spesso la vocalità
  • eliminare le non parole ( Uhm, evvero ,ok, allora, insomma, ecc)( vi è mai capitato di ascoltare un disco al vinile un po’ rovinato, ecco!..tali parole sortiscono lo stesso effetto)
  • Alle elementari, vi hanno insegnato a fermarvi al punto durante la lettura?…Perché quando parlate non lo fate? Le pause sono molto più efficaci delle non parole, durante una discussione.
  • Chiedersi “come è la nostra voce?” Noi non ci sentiamo come ci sentono gli altri (questione fisica): prendere coscienza della voce.
  • Non concentrarsi esclusivamente sull’impostazione,che toglie la nostra naturalezza(ognuno  deve rispettare la sua unicità!)
  • Avere la consapevolezza del “IO-SONO“(naturalezza): Se abbiamo consapevolezza, allora possiamo utilizzare efficacemente la nostra voce. Possiamo darle una forma ogni volta adeguata alle nostre necessità, ai nostri obiettivi e al luogo in cui ci troviamo.

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come-parlare-bene-in-pubblico- (1)

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14 pensieri riguardo “8.Intono una canzone.

  1. Professore:

    ” Alle elementari vi hanno insegnato a fermarvi al punto durante la lettura;
    perchè quando parlate non lo fate? ”

    Ti posso assicurare che:
    Ai miei tempi, nessuno me l’ha mai detto.

    A tutt’oggi…ANCORA NON SI INSEGNA!( ho una bambina in 4a elementare..e non Ti dico come viene insegnata, non solo L’INTERPUNZIONE”..ma un po’ la Grammatica in generale)
    Non solo questo: quando espressi il mio disappunto con la scuola…SPIEGANDO..proprio l'” importanza della ” PAUSA FISICA”, dopo il punto…mi guardavano ” COSI'”.

    Questo non significa comunque che non si possa IMPARARE DA SOLI.

    Se permetti,
    vorrei introdurre una Riflessione, che fa anche parte del Tuo campo specifico:

    il “COME UNO PARLA”…e’ anche il risultato di ” COME”, uno e’ stato “ISTRUITO”.
    La maggior parte di noi ( 40/50anni)..ancora non sa che la GRAMMATICA, ha soprattutto
    una FUNZIONE FISICA.

    I Programmi Ministeriali di adesso ( parliamo solo di PRIMARIA)..BELLI RICCHI..AMPOLLOSI..anche troppo!!..perche’ poi vengono fatti ” VELOCEMENTE” ( e male)..PERCHE’ DEVONO ESSERE FINITI!!!!
    E sappiamo benissimo che IL BAMBINO…” HA I SUOI TEMPI”..e i concetti e nozioni andrebbero visti e rivisti..DIVERSE VOLTE, prima che si crei e si fissi una ” SINAPSI NEURONALE”, a livello cerebrale.

    E poi..ancor oggi ( parliamo sempre di Primaria), vi e’ una SOTTOSEZIONE della Grammatica, che ancora non e’ entrata DI RUOLO nei programmi ministeriali:
    ” LA DIZIONE”
    che e’ IMPORTANTISSIMA..ed e’ quello che hai spiegato Tu in questo ennesimo splendido articolo.
    Io non so, se negli istituti Classici o Superiori, viene contemplata la DIZIONE, nei programmi ministeriali; credo fortemente, sarebbe importante, che venisse impartita gia’ alle elementari, comunque.

    Io ho dovuto studiarla, perche’ il mio primo figlio e’ SORDO e di conseguenza..i primi esercizi che si fanno e’ proprio..” IMPARARE A MODULARE LA VOCE”..ma cio’ non toglie che dovrebbe comunque far parte di UN PROGRAMMA ” PER TUTTI”..non solo per sordi.
    Anche perche’..senti dei ragazzini..EMETTERE dei SUONI..TALMENTE ” SGRADEVOLI”..che mi chiedo: Poverini, piu’ avanti, che ne sara’ di loro?
    ( se pensiamo all’IMPATTO FISICO che la voce da’…come nel fatto della Commessa, che hai appena raccontato)
    E cambiare la Voce, non e’ un compito esclusivamente ” relegato” alla PUBERTA’…..

    Ci sarebbe molto da dire..su questo..giusto?

    Ti ringrazio per l’attenzione.
    Barbara

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    1. La scuola è un pò vecchiotta, e i programmi ministeriali anche. Non ci rimane che ” a noi genitori” complementare alcune lacune.
      Non capisco perchè gli infermieri (in pochissimi ospedali)seguono un corso di ” comunicazione persuasiva, (quindi migliorando anche la voce quando si rivolgono a i pazienti), mentre gli insegnanti no. Tutti coloro che comunicano soprattutto nel sociale dovrebbero imparare queste tecniche. (CONDIVIDO CON QUELLO CHE HAI SCRITTO)
      UN CARO SALUTO
      A PRESTO

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      1. E’ molto difficile..essere GENITORI e INSEGNANTI.
        Per chi ha le ” mani in pasta”, come Te..puo’ essere facile, in quanto t’accorgi subito
        della lacuna.
        E per quei MOLTISSIMI, che non sono ne’ Insegnanti, ne’ Professori?
        E’ giusto, che i ragazzi, non ricevano UN’ADEGUATA ISTRUZIONE, secondo I TEMPI ODIERNI..
        CAPACITA’ e POTENZIALITA’ individuali?

        Io penso che ” TUTTI INSIEME”, dovremmo fare qualcosa verso il Ministero, che non sia
        solo UN’ACCETTAZIONE PASSIVA.
        ( ho proposto tante volte,qualcosa..ma immagino saprai MEGLIO di ME..che razza di MURI! ci si trova davanti)

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  2. Io sono del ’54 e a scuola era molto importante saper scrivere ma, ancor più, saper leggere. Io amavo la lingua italiana, molti dei miei temi venivano letti, da me, a voce alta in classe, molti esposti nella bacheca nell’atrio: la maestra diceva: imparate a leggere da Libera, ed io, sempre scarsa di autostima, mi sentivo una principessa. Purtroppo e me ne rendo conto, spesso, avevdo un sacco di cose da dire che s’incocatenano l’une all’altre, tendo ad essere “dispersiva”, come se dopo 5 minuti dovessi sparire. Io, scusa l’esempio, ho fatto una prova con la mia gattina Perla: sai che gli animali comprendono ed interpretano ciò che vien detto loro dal tono non dalla parola stessa. Le ho sussurrato “ti amo sai?” con un tono dolcissimo e lei si è avvicinata, ha strusciato il nasino sul mio viso e l’ho abbracciata. A malincuore le ho “gridato” la stessa frase e lei è scappata. Io mi ritengo molto sensibile al tono e modo con i quali gli altri si rivolgono: noto spesso arroganza e fastidio anche solamente nel dare una risposta a delle semplici domande di routine: che ore sono, un’indicazione stradale ecc. ma qui, credo, io stia divagando, qui entra in campo l’educazione ed anche la paura degli sconosciuti: siamo tempestati di negatività e questo ha tolto il sorriso e la disponibilità a molti, anche a me, lo ammetto.

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  3. Quando mi è capitato di ascoltare la mia vice registrata la prima sensazione è stata di non appartenza. Per il mio lavoro di giornalista ho fatto delle lezioni di public speaking molto utili. La voce e la sua modulazione sono importanti nella comunicazione

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  4. Se solo riuscissimo a parlare di più con il cuore, come dice l’etimologia, ci sarebbe più “concordia”. Purtroppo ciò ci è negato, malgrado noi, persino vietato in alcuni ambiti, per esempio legali. Per favorire la causa della discordia?

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